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Unione Montana Cadore Longaronese Zoldo

Provincia di Belluno - Regione del Veneto

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L'Unione montana sceglie il biologico


Completato l'organico dell'ente e approvati anche i bilanci. Definita la questione relativa alla discarica di Mura Pagani

L'Unione Montana Cadore Longaronese Zoldo completa il suo organico dopo le recenti elezioni comunali e approva i primi bilanci della sua attività. Nell'ultimo consiglio dell'ente ci sono poi state discussioni importanti anche sulla discarica e sul protocollo per la provincia biologica. Per la prima volta Longarone ha dei rappresentanti eletti dopo la fase di transizione commissariale post fusione, con il sindaco Roberto Padrin di diritto e i consiglieri Maggie Piucco per la maggioranza e Francesco Croce per la minoranza. Ospitale invece conferma il sindaco Livio Sacchet, con i nuovi consiglieri Enny Mazzucco e Marco Olivotto (in questo caso non c'è una lista di minoranza). Successivamente si è passati alla parte finanziaria con l'approvazione dei bilanci di previsione, con una variazione rispetto a quello dell'ex Comunità Montana e le modifiche al programma annuale del fondo montagna regionale. Ci saranno delle entrate aggiuntive che saranno destinate al fondo cultura che servirà a mantenere gli stanziamenti per le borse di studio. Rinviato ancora per altri due anni il piano pluriennale socio economico, per via dell'incertezza normativa nazionale. Stipulate poi delle modifiche alla convenzione tra Unione Montana e società Ecomont sui lavori alla discarica in località Mura Pagani, tra Longarone e Soverzene. Nel 2006 l'Ecomont, titolare della discarica e del servizio raccolta rifiuti per conto della Comunità e poi Unione Montana, aveva presentato un progetto di “landfill mining” nella parte nord dell'impianto, progetto che è stato cambiato lo scorso anno verso dei lavori di rifilatura. Lo scopo resta sempre il prossimo riempimento completo di tutti gli spazi della discarica che porterà poi alla sua chiusura definitiva. Si è reso necessario quindi modificare la convenzione tra i due soggetti pubblici proprio per questa modica progettuale. Infine c'è l'adesione dell'ente al protocollo d'intesa “Belluno provincia bio” promosso dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. «Questo atto» ha detto il presidente Sabrina Graziani «va nella direzione della manutenzione e salvaguardia del nostro territorio. La nostra provincia è una delle poche zone dove ha senso parlare di agricoltura biologica dato che ha un ambiente ancora preservato e privo di agricoltura intensiva come i nostri vicini trentini. Con questo protocollo si vuole spingere, ma non costringere, verso il biologico, limitando l'uso di sostanze nocive. Sarebbe bello che poi tutti i vari comuni possano approvare in proprio una delibera analoga per far poi diventare Belluno la prima provincia biologica di tutta Italia. Questa non è una forzatura ma uno stimolo, anche dal punto di vista turistico: è solo un punto di partenza ma allo stesso tempo un'occasione da non perdere». Il consiglio ha approvato all'unanimità e alcuni consiglieri hanno poi suggerito di andare avanti con lo studio della qualità dell'aria in ambiti territoriali ampi.

Da Il Corriere delle Alpi del 25 giugno 2014

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Data ultimo aggiornamento: 25/06/2014

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